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Alimentazione e ormoni: parla il nutrizionista

Posted on 9 Marzo 2016 at 14:15 by

Il legame alimentazione e ormoni è uno dei temi che appassiona il nutrizionista Porta Romana Milano a causa delle grandi possibilità che le conoscenze in questo campo possono dare. Gli ormoni infatti sono responsabili della regolazione di diversi parametri e la possibilità di agire su di essi anche attraverso un’alimentazione mirata diventa per questo motivo uno strumento potente in mano al nutrizionista Porta Romana Milano, sia per la salute che per il proprio benessere: possiamo ad esempio parlare in tal senso della possibilità di influenzare la forma corporea, di attuare un dimagrimento più localizzato, di aumentare resa e performance fisica, di favorire la giusta regolazione ormonale della donna e molto altro.

Il nutrizionista Porta Romana Milano ci spiega ad esempio come esistano diversi tipi di forma corporea determinati in parte dalla genetica e in parte dagli ormoni: il caso più conosciuto è dato dalle differenze che si riscontrano di solito tra le forma fisica cosiddetta “a mela” degli uomini e “a pera” delle donne; stimolando un giusto riequilibrio ormonale (specialmente degli ormoni sessuali) sia mediante una mirata attività fisica che un’adeguata alimentazione studiata dal nutrizionista Porta Romana Milano è possibile evitare che questi caratteri si accentuino e riportare il proprio fisico in forma.

Sempre di ormoni si parla anche nell’ambito di metabolismo e performance fisica: gli appassionati di palestra conoscono bene gli effetti di ormoni come testosterone e ormone della crescita nel favorire il metabolismo e l’incremento della massa muscolare (consigliabile anche nelle donne per accrescere la quota di massa attiva metabolicamente); attraverso una dieta studiata dal nutrizionista Porta Romana Milano è possibile ripartire al meglio la quota di proteine nella giornata ed assicurare buoni apporti di minerali – come lo zinco – utili a determinare differenze e miglioramenti sensibili.

Altri legami importanti tra alimentazione, regolazione ormonale e salute sono riscontrabili dal nutrizionista Porta Romana Milano per diverse situazioni e nell’ambito di diverse funzioni regolatrici, confermando ancora una volta come l’alimentazione deve essere personalizzata ad opera del nutrizionista Porta Romana Milano e strutturata in base al proprio fisico ma anche in base alle esigenze ed obiettivi che si vogliono raggiungere, oltre ai propri parametri corporei.

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nutrizionista Porta Romana Milano

Posted on 13 Luglio 2014 at 15:41 by / 0

“Da lunedì inizio la dieta!” Quante volte avete detto o sentito dire questa frase e quante volte i buoni propositi sono andati in fumo davanti ad un gran piatto di spaghetti o ad una bella torta al cioccolato? Tante, sicuramente troppe. L’errore in cui cadono tutti è quello di intendere il termine dieta come “privazione”, senza considerare che l’organismo non ha invece alcuna voglia di digiunare! La fame infatti è un segnale d’allarme che il nostro organismo ci invia per avvertirci che necessita di nutrienti: si tratta di un meccanismo complesso sviluppatosi nell’arco dei secoli, quando mangiare o digiunare era questione di vita o di morte. Certamente tale meccanismo non si è ancora adattato ad un mondo dove il cibo abbonda e ci sono bar e ristoranti ad ogni angolo della strada!

Se non avete una ferrea disciplina da monaco tibetano è il momento di rivolgersi allo studio thinkin’FIT, dove opera uno dei migliori nutrizionista Porta Romana Milano, che vi educherà a mangiare correttamente e nel rispetto del vostro corpo senza ridurvi “alla fame”. Solo attraverso un’anamnesi dettagliata delle abitudini alimentari sbagliate e tenendo conto di eventuali intolleranze alimentari si può decidere quale sia il regime nutrizionale idoneo alla singola persona. E tutto questo può essere effettuato solo da un nutrizionista Porta Romana Milano, che agisce senza contare le singole calorie ma cercando di scoprire quali cibi sono più adatti allo scopo e quali non lo sono, in modo da non mettere in pericolo la salute del paziente e soprattutto consentirgli di mantenere nel lungo periodo i risultati raggiunti, evitando il temuto effetto yo-yo. Quest’ultimo infatti è una risposta di adattamento di quel meccanismo di cui parlavamo prima: davanti ad una brusca riduzione dell’apporto di nutrienti il corpo reagisce innescando una serie di meccanismi idonei a preservare le preziose riserve di grasso e consumando invece i tessuti più “dispendiosi” come i muscoli. Appena il cibo torna ad essere abbondante il corpo accumula nuovi grassi, per timore di un’altra “carestia”. Tutto ciò va evitato accuratamente mediante un approccio scientifico che solo il nutrizionista Porta Romana Milano è capace di strutturare.

Contattate oggi lo studio nutrizionale thinkin’FIT e il nutrizionista Porta Romana Milano e cominciate ad alimentarvi in maniera giusta!

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Intolleranza al glutine e celiachia… quanta confusione!

Posted on 24 Febbraio 2014 at 10:33 by / 0

vari tipi di cereali

Spesso sentiamo parlare di celiachia ed intolleranza al glutine in maniera impropria, senza considerare le peculiarità di ognuna di queste condizioni, che devono essere spiegate dal dietista nutrizionista zona Bocconi Milano.

Cominciamo con una doverosa distinzione: l’intolleranza al glutine è un disturbo che si manifesta in oltre il 6% della popolazione che comporta sintomi simili alla celiachia. Al contrario della celiachia – precisa il dietista nutrizionista zona Bocconi Milano – si tratta però di una situazione transitoria, dovuta ad un accumulo di glutine nell’organismo e che può risolversi in breve tempo seguendo un’alimentazione priva dello stesso. La celiachia invece è una malattia permanente di origine genetica che si manifesta (solitamente durante la prima infanzia) in seguito all’assunzione di glutine.

Il glutine – ci spiega il dietista nutrizionista zona Bocconi Milano – è un composto proteico che si origina  in presenza di acqua dall’unione di alcune proteine presenti  in alcuni cereali, dette prolamine e glutenine.  La prolamina del grano è la gliadina, dell’orzo l’ordeina, della segale la secalina, dell’avena l’avenina. La sua assunzione – ci illustra il biologo nutrizionista zona Bocconi Milano – provoca una risposta infiammatoria di origine autoimmune nei soggetti geneticamente predisposti, i cui sintomi tipici sono mal di pancia, gonfiore addominale, dissenteria, anemie e relativi cali ponderali.

La costante assunzione di glutine porta nei celiaci all’appiattimento dei villi intestinali – impedendo il normale assorbimento delle sostanze nutritive – provocando diversi scompensi e carenze. L’alimentazione priva di glutine è l’unica terapia da seguire, ma va fatta a vita (anche piccole tracce di glutine possono infatti essere dannose): se la dieta programmata dal dietista nutrizionista zona Bocconi Milano viene seguita in modo rigoroso dopo alcuni mesi i villi intestinali solitamente ritornano alla normalità e così i normali processi di assorbimento.

Pertanto, il piano alimentare proposto dal dietista nutrizionista zona Bocconi Milano dovrà escludere tutti i prodotti – in prevalenza farinacei – derivati da cereali quali frumento, farro, kamut, segale, avena, orzo, mentre sono concessi riso, mais, tapioca, quinoa, miglio, grano saraceno, sesamo e soia.

In caso di sospetto di celiachia da parte del biologo nutrizionista zona Bocconi Milano i primi esami ematici da eseguire ricomprendono la ricerca di anticorpi specifici – l’antigliadina (AGA), l’antitransglutaminasi (tTG) e l’antiendomisio (EMA) – mentre la conferma definitiva verrà data dalla gastroscopia, attraverso la quale verranno prelevate piccoli campioni del tessuto intestinale su cui eseguire un esame istologico per valutare lo stato di danneggiamento e atrofia dei villi.

In ogni famiglia con almeno un membro affetto da celiachia il dietista nutrizionista zona Bocconi Milano ritiene che sarebbe opportuno che tutti i parenti di primo grado effettuassero l’apposito test genetico per scoprire la propria predisposizione alla malattia (ogni membro ha infatti il 10% di possibilità di svilupparla). L’analisi, ci assicura il biologo nutrizionista zona Bocconi Milano, consiste nella ricerca di due geni (DQ2 e DQ8), la cui presenza caratterizza oltre il 95% dei pazienti celiaci. Nei pazienti con positività per il DQ2 o per il DQ8 è possibile stabilire una compatibilità  con la malattia prima ancora della comparsa dei sintomi clinici e di conseguenza prevenirne l’insorgenza con una dieta appropriata.

Allo stato attuale della scienza medica, in caso di insorgenza della malattia non resta purtroppo che rassegnarsi a rinunciare a pasta, pane e pizza, se non nelle apposite versioni per celiaci, purtroppo meno “gustose” degli originali (è infatti proprio il glutine che si forma nel processo di impastamento delle farine con l’acqua e panificazione a dare la corposità e la consistenza caratteristiche di questi cibi).

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Conosci la tua acqua?

Posted on 2 Gennaio 2014 at 15:51 by / 0

Non c’è bisogno di ripetere da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano una delle verità più evidenti: l’acqua è tra le sostanze più importanti che ci siano in natura. Indispensabile all’esistenza stessa della vita, non è solo un mezzo per dissetarci ma è usata anche quotidianamente nella preparazione di cibi e bevande e per i più diversi impieghi domestici.

Appare pertanto evidente al biologo nutrizionista Porta Romana come comprenderne le proprietà e le caratteristiche sia fondamentale per ottenerne i maggiori benefici.

In Italia l’acqua “del rubinetto” è resa potabile e controllata da vari enti (tra cui l’ASL) in modo che sia idonea al consumo umano; tale garanzia però è prevista fino al contatore: la verifica del sistema idrico domestico (tubazioni, rubinetti, ecc…) è di competenza del privato. E’ pertanto utile secondo il biologo nutrizionista Porta Romana Milano controllare periodicamente che i parametri rientrino nei valori stabiliti dalla legge, permettendo di escludere la presenza di inquinanti o, nel peggiore dei casi, di intervenire efficacemente per rimuovere il problema. I parametri analizzati riguardano la presenza di metalli pesanti (quali alluminio, nichel, cromo, ferro, manganese, piombo e rame), agenti microbiologici (quali la presenza di Escherichia Coli, Clostridium Perfrigens, enterococchi e colonie batteriche in genere), oltre a parametri chimici e chimico-fisici quali cloro libero, cloruri, nitrati, nitriti e solfati.

Queste ultime caratteristiche, assieme ad altre (come Ph, conducibilità, durezza e residuo fisso) sono ben note al biologo nutrizionista Porta Romana Milano che insegna a leggere – per curiosità o altro – le etichette delle acque minerali commercializzate in bottiglia. I diversi elementi chimici contenuti nell’acqua – così come in ogni altro alimento – possono infatti influenzare il metabolismo ed il benessere dell’organismo: conoscere le sostanze disciolte e la loro quantità può fornire al biologo nutrizionista Porta Romana Milano quindi utili indicazioni per mantenere un corretto stile di vita o supportare la giusta dieta (un’acqua fortemente mineralizzata è adatta agli sportivi o a coloro che hanno una forte sudorazione, una leggermente acida o ricca in bicarbonato facilita i processi digestivi, una povera di ioni quali sodio e potassio aiuta a ridurre la ritenzione idrica ed influenza l’ipertensione e così via).

E voi, bevete la giusta acqua?

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Una sconfitta contro i mali di stagione

Posted on 11 Novembre 2013 at 19:55 by / 0

aranceE’ autunno: tosse, raffreddore e problemi respiratori sono (purtroppo) all’ordine del giorno: il rimedio della nonna per eccellenza è la spremuta di arancia, perché ricca di vitamina C. Purtroppo, a meno che non abbiate un’arancera personale in terrazzo, il nutrizionista corso Lodi Milano ci avverte che tutto questo servirà a ben poco: l’acido ascorbico infatti è altamente fotosensibile e termosensibile, oltre a degradarsi velocemente (in meno di 24 ore) dal momento in cui il frutto viene colto dall’albero. Il nutrizionista corso Lodi Milano inoltre ricorda che le arance vengono sottoposte a congelamento subito dopo la raccolta, indipendentemente dal tempo in cui verranno mantenute in tale stato, alla fine il frutto contiene meno di un decimo della vitamina C che conteneva inizialmente (che già non è molta).

Che fare allora in questi casi, senza voler ricorrere ai farmaci? Una soluzione, proposta dal nutrizionista corso Lodi Milano, potrebbe essere ricorrere alla seconda parte del rimedio della nonna: addolcire la spremuta d’arancia con il miele (soprattutto quello integrale). Questo prodotto non ci interessa tanto per le sue capacità dolcificanti, quanto per le sue (blande) proprietà antibiotiche, che non risolveranno il raffreddore (dovuto ad un virus) ma contribuiranno ad evitare una sovraesposizione batterica

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Integratori proteici, questi misteriosi (parte seconda)

Posted on 5 Novembre 2013 at 16:50 by / 0

barrette proteicheCome promesso eccoci nuovamente qua a parlare degli integratori proteici. Se vi siete persi la prima parte il biologo nutrizionista Porta Romana Milano vi consiglia di leggerla perché conoscere le fonti proteiche vi servirà per capire questo nuovo articolo. Altrimenti resterete stupiti quando vi sveleremo – ad esempio – di stare attenti alle barrette proteiche, che spesso contengono alte percentuali di collagene. Che c’è di male? E’ sì una proteina (quindi appare sull’etichetta all’interno del computo proteico) ma – specifica il biologo nutrizionista Porta Romana Milano – di natura strutturale (deriva spesso da tendini, legamenti e piume animali!) e con scarsissimo valore biologico.

Oggi parliamo di tempistiche, o meglio di quando assumere un integratore proteico. Il biologo nutrizionista Porta Romana Milano parte come sempre dal dato scientifico: le tre maggiori categorie di fonti proteiche si suddividono in complesse (derivanti dal cibo), predigerite/idrolizzate (buona parte degli integratori in polvere) e aminoacidi liberi (pool aminoacidici). Queste categorie, una volta entrate in circolo, sono indistinguibili per quanto riguarda la fonte: quel che cambia tra di esse è la velocità di assorbimento.

L’ovvia premessa da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è che le proteine complesse hanno tempi di digestione e assorbimento maggiori rispetto a quelle pre-digerite, mentre gli aminoacidi in forma libera sono assorbiti più lentamente rispetto a quelli legati in forma di- e tri- peptide.

Un interessante studio sulla velocità di assorbimento delle proteine effettuao su soggetti in buona salute con una normale assunzione proteica (attorno al 16-18% del computo calorico giornaliero totale) sottoposti ad un digiuno totale di dieci ore ha visto suddividere i partecipanti in due gruppi: al primo gruppo sono state dati 30gr di proteine del siero del latte, al secondo 30gr di caseine. Il marker utilizzato è stato il livello ematico dell’aminoacido leucina. Il primo gruppo ha visto un veloce aumento del marker con picco entro 1 ora dall’assunzione (e ritorno alla normalità dopo 4 ore), il secondo un innalzamento più lento della leucina fino a 7 ore dall’assunzione.

Il biologo nutrizionista Porta Romana Milano ci spiega il significato di questo studio: la proteina del siero è dunque utile per supportare lo stimolo anabolico, essendo però priva di effetti inibenti sul catabolismo proteico, viceversa per la caseina. Lo studio suggerisce pertanto l’uso di whey protein a colazione per ricostruire velocemente le scorte perse durante la notte, mentre le caseine risultano utili prima di andare a letto per contrastare il catabolismo notturno.

Fin qui niente di nuovo… Ma dopo l’allenamento ha senso assumere le whey? Ragioniamo: il picco ematico si ha un’ora DOPO l’assunzione; con un allenamento della durata di un’ora conviene assumerle immediatamente prima dell’allenamento per avere un recupero più pronto. Dopo l’allenamento, il consiglio del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è quello di assumere piuttosto un pool completo di aminoacidi liberi (comprendente quelli essenziali), che ha – come visto – tempistiche di assorbimento davvero ridotte.

E durante l’allenamento? A questa domanda risponderemo in un altro articolo!

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I grassi? Non demonizziamoli!

Posted on 30 Ottobre 2013 at 22:23 by / 0

diavolettoQuando si parla di grassi (o lipidi, per essere più tecnici) subito si innescano discussioni sul fatto che siano dannosi, provochino malattie e in generale facciano male e impediscano di dimagrire Milano. Del resto si dice “ingrassare”, no? Non è del tutto esatto, come ci spiega il biologo nutrizionista Milano. I lipidi hanno innanzitutto un’importante funzione strutturale e plastica nel metabolismo corporeo (sono essenziali per la costruzione e riparazione delle matrici cellulari, oltre che necessari per la sintesi di importanti sostanze come gli ormoni), oltre ad avere la funzione di veicolare altri nutrienti che altrimenti non potrebbero essere utilizzati dal nostro corpo (le cosiddette vitamine lipofile, ad esempio).

Ma di tutto questo ci importa poco (sic!), le persone vogliono dimagrire Milano! Ebbene, eliminare i grassi dalla dieta non serve, anzi! Prima di correre a mangiare burro a morsi, il biologo nutrizionista Milano ricorda che i grassi sono il nutriente a più alto potere calorico (9 Kcal per grammo, contro le circa 4 di proteine e carboidrati): questa loro peculiarità fa sì che a parità di peso (ma non di volume, ma di questo parleremo un’altra volta) siano una soluzione più efficace per immagazzinare energie (il metabolismo umano ragiona ancora nell’ottica di eventuali carestie), ma anche che necessitino di tempistiche più lunghe per essere utilizzati come fonte energetica. Una volta innescato il processo per dimagrire Milano però essi diventano la fonte prevalente, lasciando quasi inalterate le scorte di glicogeno (ossia di zuccheri) in vista di possibili carenze dello stesso. Tutto questo avviene come sappiamo bene durante il lavoro di tipo aerobico, ma anche in seguito a regimi alimentari particolari (come la dieta chetogenica) utili per dimagrire Milano se fatti sotto la supervisione del biologo nutrizionista Milano. In questi casi – semplificando – il corpo viene “convinto” ad utilizzare quasi esclusivamente i grassi a scopo energetico (purché vi sia un apporto proteico sufficiente a mantenere inalterato il patrimonio muscolare) e limitando l’uso dei glucidi alle sole funzioni neuro-cognitive (in poche parole, per alimentare il sistema nervoso).

Questo tipo di alimentazione è spesso utilizzata per eliminare gli ultimi chili in eccesso in vista di gare sportive (ma anche per gli scopi puramente estetici del dimagrire Milano) e vede un introito calorico relativamente alto calcolato dal biologo nutrizionista Milano proveniente appunto in buona parte dai lipidi. Quindi non solo si mangia tanto ma si apportano pure parecchi grassi! Diabolico, non credete?  😈

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La pasta? Meglio non esagerare!

Posted on 28 Settembre 2013 at 11:53 by / 0

Compito del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è anche quello di smentire i falsi miti: prendiamo pertanto la palla al balzo per demolire – almeno un po’ – uno dei pilastri fondamentali della dieta mediterranea.

Stiamo ovviamente parlando della pasta: senza voler istigare al suicidio collettivo gli amanti delle tagliatelle e senza voler privare nessuno (ogni tanto) di un buon piatto di spaghetti, è ormai giunto il tempo da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano di dire NO ad un’alimentazione fondata sui carboidrati (semplici o complessi che siano). Abbiamo già parlato dell’indice infiammatorio dei cibi e di come i carboidrati rientrino nella categoria degli alimenti pro-infiammatori: il nutrizionista americano Nicholas Perricone ha centrato la sua ricerca su questi elementi e sulla nutrigenetica (per chi volesse approfondire l’argomento, consigliamo questo articolo).

Quello che interessa oggi al biologo nutrizionista Porta Romana Milano è ribadire uno degli effetti più deleteri dei carboidrati: l’eccessivo stimolo della secrezione insulinica. Mangiare cibi ricchi di carboidrati crea picchi di glicemia nel sangue dopo breve tempo dalla loro assunzione: l’organismo pertanto risponde tramite un’aumentata produzione di insulina, che a lungo andare stimola le cellule a sviluppare insulino-resistenza (che è una caratteristica che precorre il diabete mellito di tipo II). Non a caso i popoli mediterranei, che da sempre basano la loro alimentazione sui cereali (pane, pasta, pizza, ecc..) sviluppano maggiormente insulino-resistenza.

E’ pertanto necessario ridurre l’introduzione di carboidrati, senza però abolirli del tutto: impariamo pertanto dal biologo nutrizionista Porta Romana Milano a non dissociare gli alimenti (mangiando ad esempio solo un piatto di pasta a pranzo o a cena). I benefici per il corpo saranno presto evidenti!

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Paleodieta… cos’e’?

Posted on 18 Gennaio 2013 at 00:51 by / 0

paleodietaOrmai non è più una novità (visto che ha almeno diecimila anni!) ed ha sempre più sostenitori: la dieta paleolitica, o paleodieta. Di cosa si tratta? Fondamentalmente, ci spiega il biologo nutrizionista Milano, consiste nel seguire il regime alimentare dei nostri antenati dell’era paleolitica, basandosi sull’assunto che la razza umana non ha subito – con la civilizzazione e l’introduzione dell’agricoltura – mutazioni ed evoluzioni – significative per il dimagrimento Milano – dei propri fondamenti metabolici.

I sostenitori di questa dieta affermano che alimentarsi secondo questo regime significherebbe nutrirsi in modo biologicamente adatto al nostro organismo, introducendo cibi che contengono i nutrienti necessari al mantenimento di un buono stato di salute; al contrario, i cibi introdotti con l’avvento dell’agricoltura e la moderna dieta occidentale in genere sarebbero i responsabili dell’alta incidenza di malattie quali obesità, diabete, ipertensione e cardiopatie. Inoltre – ci spiega il biologo nutrizionista Milano – aiuterebbe a migliorare il rapporto tra massa magra e massa grassae quindi permetterebbe il dimagrimento Milano, oltre ad incrementare la prestazione atletica e, ostacolando i processi infiammatori, a favorire la salute di pelle ed articolazioni.

Al contrario i suoi detrattori asseriscono che l’Uomo si sarebbe adattato ad una dieta più ampia che includa anche cereali integrali, legumi e prodotti caseari, oltre ad un modesto apporto di farine e zuccheri raffinati: la paleodieta, al contrario, priverebbe l’organismo di importanti nutrienti, basandosi su una logica evolutiva errata.

Dato che – ovviamente – non è possibile seguire la dieta paleolitica “originale” – data la mancanza del contesto “selvaggio” e che la maggior parte dei vegetali sono oggi coltivati – al biologo nutrizionista Milano viene spontaneo chiedersi quali cibi moderni siano permessi e quali altri siano vietati da questo regime alimentare, che è privo di glutine e include carne magra, viscere, pollame, uova, pesce , verdura, frutta, miele grezzo e noci. Invece non si usano prodotti caseari, zuccheri raffinati, legumi, patate, oli lavorati, sale e bevande diverse dall’acqua.

Alcune versioni più rigide prevedono giorni di digiuno, il consumo di cibi allo stato naturale e l’eliminazione di alcuni vegetali che hanno subito incroci ed alterazioni quali pomodori, cavoli e melanzane.

Il concetto alla base è che una dieta ricca di carni magre e vegetali apporti fibre e proteine di qualità che lavorino in sinergia per controllare il livello di zuccheri nel sangue, prevenendo il diabete di tipo II ed il sovrappeso. Se l’idea del cibo “a km zero” è ormai stata accettata in larga parte, lo stesso non si può dire per il rifiuto totale di certe categorie di nutrienti, come il latte ed i suoi derivati. In questi casi il biologo nutrizionista Milano raccomanda una integrazione con calcio e vitamina D, onde evitare l’impoverimento della matrice ossea.

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LCT, di cosa si tratta?

Posted on 12 Dicembre 2012 at 14:34 by / 0

latte

I latticini sono una categoria di cibi molto diffusi, soprattutto in un Paese come il nostro, ricco di tradizioni gastronomiche. Molti però hanno problemi in seguito all’ingestione di questi cibi. Come mai? La spiegazione da parte del biologo nutrizionista Milano è di ordine genetico.

Il gene LCT è una sequenza di DNA che porta le istruzioni per la codifica di una proteina – l’enzima lattasi – coinvolta nel metabolismo del lattosio, ovvero della molecola di zucchero presente nel latte. L’intolleranza al lattosio, ci spiega il biologo nutrizionista Milano, si manifesta quando – a causa della carenza di enzima –  questo zucchero arriva indigerito a livello intestinale dove viene attaccato dalla flora batterica, provocando processi di fermentazione con conseguente produzione di gas e acidi organici.

Da cosa può derivare la carenza di lattasi in alcuni individui? Il biologo nutrizionista Milano sa che nella popolazione esistono delle varianti nella sequenza del DNA, chiamate polimorfismi, che alterano la capacità dell’individuo di produrre l’enzima lattasi. Si osserveranno quindi degli individui con una particolare sequenza di DNA produttori di lattasi – e quindi tolleranti al latte; viceversa esistono individui portatori di una differente sequenza di DNA che non possiedono, o hanno in quantità inadeguata, l’enzima lattasi e pertanto sono intolleranti al latte.

In caso di sospetto di intolleranza al lattosio, vi sono due test disponibili per l’indagine del biologo nutrizionista Milano – specifici e affidabili – che non richiedono prelievi invasivi. Il test d’elezione è sicuramente l’H2 BREATH TEST (Test Sul respiro), in cui si valuta la presenza di idrogeno nell’espirato prima e dopo la somministrazione di lattosio. L’unico aspetto negativo di questo semplice test è la sua non totale affidabilità: in alcuni pazienti con problemi gastrici o altre patologie si possono infatti riscontrare falsi positivi.

In alternativa (e con un affidabilità del 100%), siccome le varianti di sequenza di DNA a carico del gene LCT sono note al biologo nutrizionista Milano e sono noti i loro effetti sulla produzione dell’enzima lattasi, esiste il test genetico, basato sull’esame del nostro DNA alla ricerca della mutazione responsabile dell’intolleranza: è un test molto rapido che consiste nell’effettuare un semplice tampone buccale sul paziente. Successivamente il campione viene poi analizzato in un laboratorio specializzato di riferimento che provvederà alla sequenzazione del materiale genetico ed al riconoscimento della parte di DNA relativa alla produzione dell’enzima lattasi.

Qualunque sia il test scelto, una volta accertata l’intolleranza al lattosio, l’unica terapia per il paziente è purtroppo l’esclusione parziale o totale del lattosio dalla dieta: il biologo nutrizionista Milano dovrà pertanto eliminare dall’alimentazione del soggetto il latte ed i suoi derivati non stagionati (il processo di stagionatura o di fermentazione lattica avviene in fatti per mezzo di batteri che consumano la quasi totalità del lattosio presente), oltre a fare particolare attenzione a tutta una serie di prodotti dove potrebbe essere presente come conservante. Diventa perciò estremamente importante per il paziente del biologo nutrizionista Milano leggere attentamente tutte le etichette dei prodotti confezionati, ampliando la propria attenzione anche al di fuori del campo alimentare: un esempio sono certi farmaci o granuli omeopatici dove il lattosio è presente come eccipiente.


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