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Latte, quanti dubbi a proposito….

Posted on 14 Febbraio 2014 at 12:16 by / 0

latteDovrebbe essere uno degli alimenti più semplici e conosciuti in assoluto, in fondo è il primo con cui siamo venuti in contatto durante l’infazia. E invece si tratta di qualcosa di estremamente complesso e – come se non bastasse, ci spiega il biologo nutrizionista corso Lodi Milano – siamo riusciti a complicarlo ulteriormente: stiamo parlando del latte.

Dal punto di vista chimico è contemporaneamente un’emulsione, cioè un composto a base di acqua e macromolecole insolubili in essa (grassi e vitamine liposolubili), una soluzione (per quanto riguarda lattosio, vitamine idrosolubili e sali minerali), una soluzione colloidale (proteine del siero e fosfati) e una dispersione (caseine). Inoltre, precisa il biologo nutrizionista Porta Romana Milano, sono presenti in sospensione anche cellule e microrganismi.

Questa straordinaria composizione di nutrienti fa sì che il latte risulti un alimento completo nei primi mesi di vita del soggetto; se non fosse per il ridotto contenuto di ferro e per il suo potere calorico non sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di un adulto (per quello sarebbero necessari almeno quattro litri al giorno!) sarebbe l’alimento perfetto. In più, ci ricorda il biologo nutrizionista corso  Lodi Milano, col passare degli anni una notevole percentuale di individui perde la capacità di sintetizzare autonomamente l’enzima lattasi, necessario alla scissione del tanto temuto lattosio in zuccheri semplici e responsabile di molte problematiche digestive (ne abbiamo parlato anche QUI).

Per coloro che non hanno problemi di sorta nella sua digestione, il biologo nutrizionista corso Lodi Milano consiglia latte e prodotti derivati come valido contributo alla corretta alimentazione, sia per la ricca presenza di sali minerali come il calcio (indispensabile per il metabolismo osseo e per prevenire l’osteoporosi) sia per l’altissima qualità delle sue proteine, in primis lattoglobuline e caseine (in modo da poter ridurre la loro assunzione tramite integratori alimentari).

Dunque gli unici “pericoli” restanti sono i grassi presenti nel latte: sebbene, ricorda il biologo nutrizionista corso Lodi Milano, non vadano demonizzati, è indubbio che rappresentano una quota calorica non indifferente per coloro che vogliono stare a dieta. E per rispondere a queste esigenze è sorta la complicazione a cui accennavamo in apertura di articolo: la scrematura del latte. Il latte vaccino infatti viene commercializzato – come tutti ben sappiamo – in tre versioni: intero, parzialmente scremato e scremato (ovviamente ci riferiamo al latte UHT – o a lunga conservazione – non certo al latte crudo).

La principale differenza tra queste tre sottocategorie sta nella quantità di lipidi in esse contenuta: almeno il 3,5% per il latte intero, tra 1,5% e 1,8% per il parzialmente scremato e 0,3% massimo per il latte scremato. Come il biologo nutrizionista corso Lodi Milano ha bene a mente la quantità di calorie derivante da un pari quantitativo di latte intero è effettivamente più alta rispetto a quelle derivanti dalla medesima quantità di latte parzialmente scremato, mentre la differenza tra quelle provenienti dal latte parzialmente scremato e quelle del latte scremato non è poi così rilevante; notevole invece è l’impoverimento di proteine e sali minerali che il latte subisce con la sua progressiva lavorazione, rendendo così il latte scremato un alimento davvero scarso dal punto di vista nutritivo.

Come se non bastasse un recente articolo pubblicato sullo Scandinavian Journal of Primary Health Care svela i risultati di uno studio durato 12 anni e che ha preso in considerazione 1782 uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Le conclusioni del biologo nutrizionista corso Lodi Milano – tratte dopo aver corretto tutti i dati inserendo anche le informazioni sul tipo di attività lavorativa svolta dai soggetti osservati, sull’uso di alcool e tabacco e sulla composizione complessiva della dieta quotidiana – sono disarmanti: “Un elevato apporto di grassi da prodotti lattiero-caseari è stato associato a un minor rischio di obesità addominale e un apporto di latticini a basso contenuto di grassi è stato associato a un maggiore rischio di sviluppare l’obesità addominale“.

Cosa dobbiamo pensare di tutto questo? Come spesso accade la verità sta nel mezzo: è certo che il latte – nei soggetti non intolleranti al lattosio – resta un alimento fondamentale dell’alimentazione umana; pertanto il suo consumo va promosso senza scadere nell’eccesso. Per quel che riguarda la scelta tra le varie categorie di lavorazione, viste le premesse e gli studi effettuati, il biologo nutrizionista corso Lodi Milano consiglia di optare a favore del latte parzialmente scremato, in modo da limitare l’apporto di lipidi senza perdere il prezioso contributo di sali minerali e proteine nobili.

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La dieta del gruppo sanguigno? Una bufala… preistorica!

Posted on 27 Gennaio 2014 at 21:54 by / 0

gruppi sanguigniTutti abbiamo sentito parlare della cosiddetta “Dieta del gruppo sanguigno” e del suo ideatore, il naturopata statunitense Peter D’Adamo; quest’ultimo – ci spiega il biologo nutrizionista Porta Romana Milano – parte dal presupposto scientifico che i vari gruppi sanguigni si siano formati per differenziazione durante varie fasi dell’evoluzione umana e che pertanto riflettano specifiche attitudini alimentari e comportamentali. Così il gruppo 0, il più antico e capostipite di tutti gli altri, è associato all’alimentazione legata alla caccia ed alle proteine di origine animale, mentre gli sono sconsigliati latticini, legumi e cereali. Al contrario ”l’agricoltore” del gruppo A trae beneficio da una dieta ricca di alimenti vegetali e cereali, mentre dovrebbe limitare il consumo di carne. Il discordo comincia a traballare quando l’Uomo si evolverebbe in “nomade” (gruppo B) che, dotato di un sistema immunitario e digestivo altamente efficiente (si vede che già nella preistoria i pasti degli Autogrill erano immangiabili), può consumare latticini in libertà, avendo invece cura di limitare conservanti (esistevano già allora?) e zuccheri semplici. Ultimo – il più evolutivamente recente – è il gruppo AB, che si pone a metà tra i due gruppi (una sorta di contadino errante insomma, coi campi a seguito). Senza volersi addentrare in dati scientifici, il biologo nutrizionista Porta Romana Milano invita ad affidarsi al buon senso diffidando di questa analisi, soprattutto quando correla il gruppo sanguigno anche al tipo di attività fisica ideale; per intenderci: il cacciatore tipo 0 – abituato alle attività intense – dovrebbe darsi alla pesistica, a differenza dell’agricoltore tipo A, che svolge un’attività “leggera” e quindi dedicarsi ad attività come lo yoga (che se fatto bene è tutt’altro che un’attività leggera, così come l’agricoltura – ed i contadini possono ben confermarlo!). Non contento il biologo nutrizionista Porta Romana Milano analizza anche i dati scientifici: secondo D’Alamo gli alimenti conterrebbero delle proteine chiamate “lectine” che reagirebbero con gli anticorpi presenti nei vari gruppi sanguigni dando luogo alla reazione di agglutinazione (un po’ come in caso di una trasfusione con gruppo sanguigno errato). Parte della comunità scientifica sostiene che tali proteine siano però contenute – in varie percentuali – in ogni cibo, rendendo così nulle le premesse di questo tipo di alimentazione. In più, tale approccio alimentare crea i presupposti per certe carenze nutrizionali, come quella di calcio: i sottotipi che non dovrebbero assumere latticini subiscono inoltre l’effetto dell’eccesso di nutrienti (proteine per il cacciatore tipo 0 e fibre vegetali per l’agricoltore tipo A) che comportano un’aumentata escrezione di questo elemento. Di contro, gli appartenenti al sottotipo B (che possono liberamente assumere latticini) non mostrano minor intolleranza al lattosio degli altri sottotipi. Un recentissimo studio canadese (ABO Genotype, ‘Blood-Type’ Diet and Cardiometabolic Risk Factors, J. Wang, B. Garcia-Bailo, D. Nielsen, Toronto University, Jan 2014) ha inoltre sottoposto 1455 soggetti all’osservazione diretta degli effetti di un regime alimentare basato sui presupposti del gruppo sanguigno o meno. Risultato: i soggetti hanno dimostrato un effettivo miglioramento dell’indice di massa corporea e dei fattori di rischio cardiovascolari, ma indipendentemente dall’appartenenza o meno a un determinato gruppo sanguigno. Cosa conclude allora il biologo nutrizionista Porta Romana Milano? Che la dieta del gruppo sanguigno fa dimagrire, è vero (un po’ come tutti i regimi alimentari ipocalorici ed a ridotto contenuto di zuccheri semplici e grassi saturi). Ma non perché è legata al gruppo sanguigno!

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Conosci la tua acqua?

Posted on 2 Gennaio 2014 at 15:51 by / 0

Non c’è bisogno di ripetere da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano una delle verità più evidenti: l’acqua è tra le sostanze più importanti che ci siano in natura. Indispensabile all’esistenza stessa della vita, non è solo un mezzo per dissetarci ma è usata anche quotidianamente nella preparazione di cibi e bevande e per i più diversi impieghi domestici.

Appare pertanto evidente al biologo nutrizionista Porta Romana come comprenderne le proprietà e le caratteristiche sia fondamentale per ottenerne i maggiori benefici.

In Italia l’acqua “del rubinetto” è resa potabile e controllata da vari enti (tra cui l’ASL) in modo che sia idonea al consumo umano; tale garanzia però è prevista fino al contatore: la verifica del sistema idrico domestico (tubazioni, rubinetti, ecc…) è di competenza del privato. E’ pertanto utile secondo il biologo nutrizionista Porta Romana Milano controllare periodicamente che i parametri rientrino nei valori stabiliti dalla legge, permettendo di escludere la presenza di inquinanti o, nel peggiore dei casi, di intervenire efficacemente per rimuovere il problema. I parametri analizzati riguardano la presenza di metalli pesanti (quali alluminio, nichel, cromo, ferro, manganese, piombo e rame), agenti microbiologici (quali la presenza di Escherichia Coli, Clostridium Perfrigens, enterococchi e colonie batteriche in genere), oltre a parametri chimici e chimico-fisici quali cloro libero, cloruri, nitrati, nitriti e solfati.

Queste ultime caratteristiche, assieme ad altre (come Ph, conducibilità, durezza e residuo fisso) sono ben note al biologo nutrizionista Porta Romana Milano che insegna a leggere – per curiosità o altro – le etichette delle acque minerali commercializzate in bottiglia. I diversi elementi chimici contenuti nell’acqua – così come in ogni altro alimento – possono infatti influenzare il metabolismo ed il benessere dell’organismo: conoscere le sostanze disciolte e la loro quantità può fornire al biologo nutrizionista Porta Romana Milano quindi utili indicazioni per mantenere un corretto stile di vita o supportare la giusta dieta (un’acqua fortemente mineralizzata è adatta agli sportivi o a coloro che hanno una forte sudorazione, una leggermente acida o ricca in bicarbonato facilita i processi digestivi, una povera di ioni quali sodio e potassio aiuta a ridurre la ritenzione idrica ed influenza l’ipertensione e così via).

E voi, bevete la giusta acqua?

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Una sconfitta contro i mali di stagione

Posted on 11 Novembre 2013 at 19:55 by / 0

aranceE’ autunno: tosse, raffreddore e problemi respiratori sono (purtroppo) all’ordine del giorno: il rimedio della nonna per eccellenza è la spremuta di arancia, perché ricca di vitamina C. Purtroppo, a meno che non abbiate un’arancera personale in terrazzo, il nutrizionista corso Lodi Milano ci avverte che tutto questo servirà a ben poco: l’acido ascorbico infatti è altamente fotosensibile e termosensibile, oltre a degradarsi velocemente (in meno di 24 ore) dal momento in cui il frutto viene colto dall’albero. Il nutrizionista corso Lodi Milano inoltre ricorda che le arance vengono sottoposte a congelamento subito dopo la raccolta, indipendentemente dal tempo in cui verranno mantenute in tale stato, alla fine il frutto contiene meno di un decimo della vitamina C che conteneva inizialmente (che già non è molta).

Che fare allora in questi casi, senza voler ricorrere ai farmaci? Una soluzione, proposta dal nutrizionista corso Lodi Milano, potrebbe essere ricorrere alla seconda parte del rimedio della nonna: addolcire la spremuta d’arancia con il miele (soprattutto quello integrale). Questo prodotto non ci interessa tanto per le sue capacità dolcificanti, quanto per le sue (blande) proprietà antibiotiche, che non risolveranno il raffreddore (dovuto ad un virus) ma contribuiranno ad evitare una sovraesposizione batterica

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Integratori proteici, questi misteriosi (parte seconda)

Posted on 5 Novembre 2013 at 16:50 by / 0

barrette proteicheCome promesso eccoci nuovamente qua a parlare degli integratori proteici. Se vi siete persi la prima parte il biologo nutrizionista Porta Romana Milano vi consiglia di leggerla perché conoscere le fonti proteiche vi servirà per capire questo nuovo articolo. Altrimenti resterete stupiti quando vi sveleremo – ad esempio – di stare attenti alle barrette proteiche, che spesso contengono alte percentuali di collagene. Che c’è di male? E’ sì una proteina (quindi appare sull’etichetta all’interno del computo proteico) ma – specifica il biologo nutrizionista Porta Romana Milano – di natura strutturale (deriva spesso da tendini, legamenti e piume animali!) e con scarsissimo valore biologico.

Oggi parliamo di tempistiche, o meglio di quando assumere un integratore proteico. Il biologo nutrizionista Porta Romana Milano parte come sempre dal dato scientifico: le tre maggiori categorie di fonti proteiche si suddividono in complesse (derivanti dal cibo), predigerite/idrolizzate (buona parte degli integratori in polvere) e aminoacidi liberi (pool aminoacidici). Queste categorie, una volta entrate in circolo, sono indistinguibili per quanto riguarda la fonte: quel che cambia tra di esse è la velocità di assorbimento.

L’ovvia premessa da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è che le proteine complesse hanno tempi di digestione e assorbimento maggiori rispetto a quelle pre-digerite, mentre gli aminoacidi in forma libera sono assorbiti più lentamente rispetto a quelli legati in forma di- e tri- peptide.

Un interessante studio sulla velocità di assorbimento delle proteine effettuao su soggetti in buona salute con una normale assunzione proteica (attorno al 16-18% del computo calorico giornaliero totale) sottoposti ad un digiuno totale di dieci ore ha visto suddividere i partecipanti in due gruppi: al primo gruppo sono state dati 30gr di proteine del siero del latte, al secondo 30gr di caseine. Il marker utilizzato è stato il livello ematico dell’aminoacido leucina. Il primo gruppo ha visto un veloce aumento del marker con picco entro 1 ora dall’assunzione (e ritorno alla normalità dopo 4 ore), il secondo un innalzamento più lento della leucina fino a 7 ore dall’assunzione.

Il biologo nutrizionista Porta Romana Milano ci spiega il significato di questo studio: la proteina del siero è dunque utile per supportare lo stimolo anabolico, essendo però priva di effetti inibenti sul catabolismo proteico, viceversa per la caseina. Lo studio suggerisce pertanto l’uso di whey protein a colazione per ricostruire velocemente le scorte perse durante la notte, mentre le caseine risultano utili prima di andare a letto per contrastare il catabolismo notturno.

Fin qui niente di nuovo… Ma dopo l’allenamento ha senso assumere le whey? Ragioniamo: il picco ematico si ha un’ora DOPO l’assunzione; con un allenamento della durata di un’ora conviene assumerle immediatamente prima dell’allenamento per avere un recupero più pronto. Dopo l’allenamento, il consiglio del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è quello di assumere piuttosto un pool completo di aminoacidi liberi (comprendente quelli essenziali), che ha – come visto – tempistiche di assorbimento davvero ridotte.

E durante l’allenamento? A questa domanda risponderemo in un altro articolo!

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I grassi? Non demonizziamoli!

Posted on 30 Ottobre 2013 at 22:23 by / 0

diavolettoQuando si parla di grassi (o lipidi, per essere più tecnici) subito si innescano discussioni sul fatto che siano dannosi, provochino malattie e in generale facciano male e impediscano di dimagrire Milano. Del resto si dice “ingrassare”, no? Non è del tutto esatto, come ci spiega il biologo nutrizionista Milano. I lipidi hanno innanzitutto un’importante funzione strutturale e plastica nel metabolismo corporeo (sono essenziali per la costruzione e riparazione delle matrici cellulari, oltre che necessari per la sintesi di importanti sostanze come gli ormoni), oltre ad avere la funzione di veicolare altri nutrienti che altrimenti non potrebbero essere utilizzati dal nostro corpo (le cosiddette vitamine lipofile, ad esempio).

Ma di tutto questo ci importa poco (sic!), le persone vogliono dimagrire Milano! Ebbene, eliminare i grassi dalla dieta non serve, anzi! Prima di correre a mangiare burro a morsi, il biologo nutrizionista Milano ricorda che i grassi sono il nutriente a più alto potere calorico (9 Kcal per grammo, contro le circa 4 di proteine e carboidrati): questa loro peculiarità fa sì che a parità di peso (ma non di volume, ma di questo parleremo un’altra volta) siano una soluzione più efficace per immagazzinare energie (il metabolismo umano ragiona ancora nell’ottica di eventuali carestie), ma anche che necessitino di tempistiche più lunghe per essere utilizzati come fonte energetica. Una volta innescato il processo per dimagrire Milano però essi diventano la fonte prevalente, lasciando quasi inalterate le scorte di glicogeno (ossia di zuccheri) in vista di possibili carenze dello stesso. Tutto questo avviene come sappiamo bene durante il lavoro di tipo aerobico, ma anche in seguito a regimi alimentari particolari (come la dieta chetogenica) utili per dimagrire Milano se fatti sotto la supervisione del biologo nutrizionista Milano. In questi casi – semplificando – il corpo viene “convinto” ad utilizzare quasi esclusivamente i grassi a scopo energetico (purché vi sia un apporto proteico sufficiente a mantenere inalterato il patrimonio muscolare) e limitando l’uso dei glucidi alle sole funzioni neuro-cognitive (in poche parole, per alimentare il sistema nervoso).

Questo tipo di alimentazione è spesso utilizzata per eliminare gli ultimi chili in eccesso in vista di gare sportive (ma anche per gli scopi puramente estetici del dimagrire Milano) e vede un introito calorico relativamente alto calcolato dal biologo nutrizionista Milano proveniente appunto in buona parte dai lipidi. Quindi non solo si mangia tanto ma si apportano pure parecchi grassi! Diabolico, non credete?  😈

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La frutta fa bene… ne siamo proprio sicuri?

Posted on 15 Ottobre 2013 at 10:41 by / 0

frutta & frutta

Ebbene si: anche la frutta ha il suo lato oscuro! No, il biologo nutrizionista Milano non ha intenzione di intavolare la solita discussione su pesticidi e OGM, parliamo proprio della frutta come alimento e dei suoi effetti sul dimagrire Milano.
Partiamo, come al solito, da un po’ di chimica: lo zucchero contenuto nella frutta è il fruttosio (ma dai?), un carboidrato semplice con una caratteristica peculiare: è un “pentoso”, cioè la sua struttura di base è un anello formato da soli cinque atomi di carbonio, a differenza di tutti gli altri zuccheri che ne hanno sei. A questo punto sorge spontanea la domanda: che importa ai fini del dimagrire Milano? Questa sua particolare struttura – ci spiega il biologo nutrizionista Milano – fa sì che abbia degli enzimi specifici deputati al suo trasporto.
Da ció deriva che l’assorbimento del fruttosio non è rapido come si potrebbe pensare, in quanto la disponibilità di enzimi è in numero limitato (questo è il motivo anche per il quale mangiare troppa frutta provoca “reazioni” spiacevoli come la diarrea): questo potrebbe apparire un fatto positivo per chi teme picchi della glicemia, come i diabetici. Tuttavia numerosi studi confermano quanto sostiene il biologo nutrizionista Milano, cioè che il fruttosio incide in maniera significativa sulla sintesi di trigliceridi: in parole povere il consumo di quantità eccessive di frutta fa ingrassare, piuttosto che dimagrire Milano!
Alla luce di questa notizia é meglio evitare la frutta? No, per la presenza di importanti vitamine e sali minerali, oltre che di fibre vegetali, resta una componente importante dell’alimentazione equilibrata proposta dal biologo nutrizionista Milano (soprattutto in fasce di età particolari come infanzia e adolescenza). Come tutti gli alimenti va assunta con moderazione, prediligendo piuttosto il consumo di verdure, specie da parte di coloro che mirano al dimagrire Milano.

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La pasta? Meglio non esagerare!

Posted on 28 Settembre 2013 at 11:53 by / 0

Compito del biologo nutrizionista Porta Romana Milano è anche quello di smentire i falsi miti: prendiamo pertanto la palla al balzo per demolire – almeno un po’ – uno dei pilastri fondamentali della dieta mediterranea.

Stiamo ovviamente parlando della pasta: senza voler istigare al suicidio collettivo gli amanti delle tagliatelle e senza voler privare nessuno (ogni tanto) di un buon piatto di spaghetti, è ormai giunto il tempo da parte del biologo nutrizionista Porta Romana Milano di dire NO ad un’alimentazione fondata sui carboidrati (semplici o complessi che siano). Abbiamo già parlato dell’indice infiammatorio dei cibi e di come i carboidrati rientrino nella categoria degli alimenti pro-infiammatori: il nutrizionista americano Nicholas Perricone ha centrato la sua ricerca su questi elementi e sulla nutrigenetica (per chi volesse approfondire l’argomento, consigliamo questo articolo).

Quello che interessa oggi al biologo nutrizionista Porta Romana Milano è ribadire uno degli effetti più deleteri dei carboidrati: l’eccessivo stimolo della secrezione insulinica. Mangiare cibi ricchi di carboidrati crea picchi di glicemia nel sangue dopo breve tempo dalla loro assunzione: l’organismo pertanto risponde tramite un’aumentata produzione di insulina, che a lungo andare stimola le cellule a sviluppare insulino-resistenza (che è una caratteristica che precorre il diabete mellito di tipo II). Non a caso i popoli mediterranei, che da sempre basano la loro alimentazione sui cereali (pane, pasta, pizza, ecc..) sviluppano maggiormente insulino-resistenza.

E’ pertanto necessario ridurre l’introduzione di carboidrati, senza però abolirli del tutto: impariamo pertanto dal biologo nutrizionista Porta Romana Milano a non dissociare gli alimenti (mangiando ad esempio solo un piatto di pasta a pranzo o a cena). I benefici per il corpo saranno presto evidenti!


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